Piccoli fusi di impasto da pane lievitato, rotolati a mano e lessati, con un sugo di pomodoro, aglio e peperoncino. È la versione descritta da Oretta Zanini De Vita.
Dosi di partenza, da tarare al vostro assaggio: sono quelle pensate per un assaggio a quattro (mezza porzione a testa); per un primo pieno raddoppiate l'impasto e regolate di conseguenza il sugo. Prep e cottura sono stime e non comprendono l'eventuale lievitazione. Impasto fatto in casa, in alternativa a quello del panettiere: 200 g di farina 00, 120 ml di acqua, 3 g di lievito secco istantaneo e 3 g di sale, impastati per circa 5 minuti e lasciati lievitare coperti fino al raddoppio (un blog di cucina dà circa un'ora e mezza: segnate il vostro tempo). È un'approssimazione, più asciutta di un vero impasto da pane: meglio quello del panettiere. Sotto il nome cecamariti esistono almeno cinque preparazioni diverse: questa è quella dei fusi di impasto da pane, come la descrive Zanini De Vita; le strisce d'uovo, i bocconi fritti e la zuppa di piselli con pane sono altri piatti. Il sugo è ispirato alla scheda di Visit Lazio su Orvinio (pomodoro, due spicchi d'aglio, un peperoncino e olio abbondante); le quantità sono di partenza. I tempi di cottura dei fusi non hanno una fonte seria: i blog danno circa un minuto dalla risalita, ma assaggiate. I fusi si gonfiano in cottura: se sono troppo grossi possono restare crudi al centro, se l'impasto è troppo lievitato diventano spugnosi. Attenzione: l'impasto crudo non si assaggia; olio e pomodoro schizzano, quindi fiamma bassa e padella sorvegliata.