Spaghetti crudi tostati in una padella di ferro e cotti a mestoli di brodo di pomodoro, come un risotto: fuori scuri e croccanti in certi punti, dentro cotti. Il bruciato è voluto, ma controllato. Dosi di partenza, da tarare con la vostra padella e il vostro fuoco.
Dosi di partenza: sono ricavate da ricette pubblicate (320 gr di spaghetti e 400 gr di passata sono le quantità della ricetta dell'Accademia dell'Assassina riportata dalla stampa), con scelte mie su olio, concentrato e acqua del brodo. I tempi di preparazione e cottura e la temperatura del brodo (90-95 °C) sono stime da verificare. Usate una padella di ferro larga, perché gli spaghetti entrino interi. Sicurezza: il pomodoro versato nell'olio caldo schizza e l'olio può prendere fuoco; tenete a portata di mano un coperchio più largo della padella, e se divampa copritela e spegnete il fuoco, mai acqua. Cappa accesa e finestra aperta, lontano bambini e animali. Il manico di ferro scotta quanto la padella. Con le padelle antiaderenti non scaldate mai a vuoto e seguite le istruzioni del produttore. Variante attribuita all'inventore: secondo alcune testate, Enzo Francavilla immergeva gli spaghetti in acqua solo finché si piegavano e poi li tostava nel ferro. Per provarla, sbollentateli e saltateli nel soffritto con un mestolo di brodo.