Ossobuco in bianco, stufato in tegame con burro, soffritto, vino e brodo, e chiuso da una gremolada di aglio, limone e prezzemolo. La cottura si decide con lo stuzzicadenti, non con l'orologio.
Dosi di partenza, da tarare al vostro assaggio: sono quelle della ricetta riportata dalla Confraternita (via AIFB), non un documento storico. Tempi di preparazione e cottura: stime; le fonti danno cotture da mezz'ora a oltre tre ore, e dipendono dall'altezza della fetta e dalla vivacità del liquido, quindi fidatevi dello stuzzicadenti. La temperatura del liquido (85-90 °C) è un valore di partenza da controllare con la sonda. Variante di Sorbiatti (1879): al posto del trito, un cucchiaio di salsa di pomodoro a fine cottura. Variante con acciuga: mezza acciuga salata dissalata e un pizzico di semi di finocchio nel trito. Sicurezza: carne cruda, quindi tagliere e coltello solo per lei, mani lavate e nessun assaggio a crudo; cercate nelle fette le schegge d'osso lasciate dalla sega. Liquido e midollo scottano: aprite il coperchio allontanando il viso. Se uscite di casa, spegnete il fuoco. Gli avanzi si raffreddano in contenitori bassi entro due ore e si riscaldano a 74 °C. La pentola a pressione non serve.