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Vellutata di cicerchie e funghi cardoncelli

Vellutata di cicerchie e funghi cardoncelli

Una vellutata rustica di cicerchie, legume antico del Sud, con funghi cardoncelli trifolati e olio extravergine a crudo.
Preparazione 20 minuti
Cottura 1 ora 40 minuti
Riposo 12 ore
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

Per la vellutata

  • 250 gr cicerchie secche
  • 1 cipolla bianca
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 1 patata piccola
  • 1 foglia di alloro
  • 1 l brodo vegetale (o acqua)
  • 4 cucchiai olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe nero

Per i funghi

  • 300 gr funghi cardoncelli
  • 1 spicchio d’aglio
  • 3 cucchiai olio extravergine di oliva
  • 1 mazzetto prezzemolo
  • sale

Istruzioni
 

  • Metti le cicerchie in ammollo in acqua fredda per almeno 12 ore, poi scolale.
  • Soffriggi in una casseruola, con l’olio, la cipolla, la carota e il sedano tritati finemente. Aggiungi la patata a cubetti e l’alloro.
  • Unisci le cicerchie scolate, copri con il brodo e cuoci a fuoco dolce, con il coperchio, per circa 1 ora e mezza, fino a quando sono completamente tenere. Aggiungi brodo caldo se serve.
  • Elimina l’alloro e frulla tutto con un frullatore a immersione, fino a ottenere una crema liscia e vellutata. Regola di sale e di pepe.
  • Pulisci i cardoncelli con un panno umido e tagliali a fette spesse nel senso della lunghezza.
  • In una padella ampia scalda l’olio con l’aglio in camicia, aggiungi i funghi e falli rosolare a fuoco vivace fino a doratura. Sala, togli l’aglio e aggiungi il prezzemolo tritato.
  • Servi la vellutata calda, con i funghi al centro e un filo d’olio extravergine a crudo.

Note

I segreti dello chef

  • L’ammollo lungo è indispensabile: la cicerchia è un legume duro e ha bisogno di tempo per ammorbidirsi.
  • Non salare all’inizio della cottura: il sale rischia di indurire la buccia del legume.
  • Salta i funghi in una padella ben calda e senza affollarla, per ottenere una doratura e non un’acqua di cottura.

Aspetti culturali

Cicerchia e cardoncello nascono dallo stesso paesaggio, quello delle terre aride dell’Italia meridionale. Metterli nello stesso piatto significa raccontare il territorio da cui provengono, con un linguaggio di oggi.