Ricette Monacali

Cucina Mediterranea

  • orto dei semplici kilometro zero
  • riciclo aspetto ecologico
  • botanica con le erbe e la farmacopea
  • cucina alimurgica e fitoalimurgica > foraging
  • chimici botanici farmacisti
  • curavano anima e corpo
  • cibo e salute
  • cibo e anima meditazione spiritualità
  • digiuno intermittente
  • smart food
  • ospitalità meditativa ed olistica
  • la pratica del silenzio
  • la cura dell’acqua
  • cura dei malati
  • rifugio
  • alta cucina
  • mercato e luogo di scambio
  • gestione del territorio
  • libri e cultura
  • poveri e ricchi
  • influenza sulle proprietà territoriali, sulle merci e sulle persone
  • nomenclatura della cucina con ricette ed elaborazioni con sperimentazioni dovute alla carenze del cibo
  • conservazione e semi lavorati
  • peccato e goduria
  • digiuno come pratica spirituale e nello stesso tempo pratica salutistica e disintossicante nuove frontiere dell’alimentazione
  • olio, pane, vino, pesce
  • i giorno di magro
  • l’uso della carne
  • il mercato e la vendita di prodotti conservati
  • i terreni e i latifondisti
  • contadini pastori e pescatori giravano interno ai monasteri
  • monasteri cibo d’elite pratiche e tecniche della conservazione
  • cucina nobiliare e monacale cucina popolare intreccio gastronomico di eccezionale valore considerando la biodiversità territoriale ed ambientale e la stratificazione storica politica della sicilia

https://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_Medica_Salernitana
« Perché il sonno ti sia lieve / la tua cena sarà breve.
Se gli umor serbar vuoi sani / lava spesso le tue mani.
Se non hai medici appresso / farai medici a te stesso / questi tre: anima lieta / dolce requie e sobria dieta »
espone le indicazioni della Scuola di Salerno per tutto ciò che riguarda le norme igieniche, il cibo, le erbe e le loro indicazioni terapeutiche

materie scientifiche, aritmetica, geometria, astronomia e musica (chiamate “arti del quadrivio”).

Le università, che nell’età medievale iniziarono a formarsi nei primi decenni del XII secolo per continuare nel XIII secolo (tranne quella di Bologna fondata nel 1088), furono l’evoluzione di un modello di insegnamento impartito soprattutto nelle scuole delle chiese cattedrali e dei monasteri.

Una parte consistente, poi, era fornita dallo scriptorium del monastero stesso. Qui dei monaci amanuensi erano impegnati a copiare testi o a comporre libri propri. La produzione comprendeva Bibbie, Salteri, Libri d’ore per la preghiera privata, Messali, Antifonari, Graduali, Lezionari per uso liturgico, Tropari (libri di canti), Vite di Santi, Bestiari, Erbari, libri di testo per studenti, trattati di grammatica, matematica, astronomia, Cronache.

Nel corso del IV secolo si diffusero due modelli di vita ascetica che ispirarono i due diversi tipi di organizzazione monastica: quello del monaco solitario, l’eremita (da eremos, in greco deserto) e quello del cenobita (dal termine koinos, comune), che pratica l’ascesi in una comunità organizzata o monastero.

RUOLI ALL’INTERNO DEL MONASTERO

Il portiere riceva per primo tutti gli ospiti e li annunci, riceva le decime di tutto e di esse, secondo quanto stabilito, destini la quantità per l’ospedale dei poveri…..

Gli ospitalieri dei religiosi ricevano coloro che debbono venire in refettorio e ricevano ugualmente coloro che risiedono nell’ospedale.

L’ospitaliero dei poveri li riceva e si prenda cura di loro e riceva per loro i soldi dal portiere.

Il custode degli infermi provveda a loro con i suoi aiutanti.

Il cantore abbia cura di tutto ciò che attiene al canto.

Il primo cameriere si occupi di tutti i vestiti e dei panni per i diversi usi dei frati e delle scarpe e dei guanti e si occupi dei confezionatori di scarpe e vestiti e dei conciatori di pelli e dei calderai, ripartisca il loro lavoro e gli spazi assegnati alle attività e nei riguardi di questi le cose dette sono da esigere, (si occupi) di tutti i vasi di bronzo (o di rame) che sono stati dati in uso ai frati.

Il cameriere dell’abate abbia cura di tutti i fabbri, fabbricatori di scudi, di selle, gli addetti ai tomi, i fabbri­canti di pergamene, forgiatori, e provveda a tutti gli arnesi.

Il preposto giuniore sopraintenda a tutti i lavori e a tutti gli operai, meno quelli che sono destinati a lavora­zioni differenti.

Il maestro carpentiere si prenda cura di tutti i maestri di legno e di pietra, ad eccezione di quelli deputati ad altre lavorazioni cioè quelli che fanno botti e barili, scrigni e mulini, case e mura.

Il custode delle viti provveda alle vigne.
L’ortolano si prenda cura degli orti.

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