Pasta di casa cacata
Ma voi la mangereste una pasta cacata? Per capire perchè si chiama in questo modo bisogna farla, altrimenti si rimane nel dubbio. Vi sarà sicuramente successo di usare in famiglia rotolo di carta igienica al posto di latitanti tovaglioli di carta. Pensate che è il piatto tradizionale del giorno di Natale una provocazione linguistica per una irresistibile bontà gastronomica. Le parole sono evocazioni e anticipano la realtà è su questo paradosso che il significante vorrebbe alterare il significato per poi scoprire la chiave retorica del gusto una metafora visiva che incuriosisce attrae e scherza per mettere in ridicolo le sofisticate pietanze della cucina baronale siciliana del settecento tutta imperniata sulla raffinata cuisine francese, la cucina dei Monsù. Tutto ad un tratto i piatti divennero accentati: ragù, sartù, il gattò, crocché, babà. E poi flan, timballo dei maccheroni in crosta, rane al prezzemolo, il pesce coricato o pesce finto, blanch mangeri, gateaux di patate che diventa gatò, all’aglassato ai timballi ripieni di maccheroni, creme, uova di quaglia, tartuto, cioccolata e poi polli farciti o a beccafico, cacciagione al forno ripiena di frutta, la caponata di pesce cappone, o la caponata duchessa, trionfo di ortaggi con aragoste e salse elaboratissime, al falsomagro, farcie de maigre, riempito di ogni ben di Dio. Per non parlare dei spumoni, spongati e sorbetti invece della “rattata” del popolo ghiaccio con zucchero e limone poi divenuta granita. Infatti nell’uso della povera gente queste prelibatezze vengono simulate cambiando gli ingredienti costosi come la carne o la cacciagione con prodotti più economici: per esempio abbiamo le sarde a beccafico o le melanzane o i peperoni ripieni di riso o la caponata di melanzane invece che di capone. I “pisci di terra” finocchi tagliati sottili infarinati e fritti che assomigliano a tanti pesciolini, a pasta con le sarde a mari, melanzane a quaglia, la quaglia dei poveracci, a cotoletta o la melanzana a “piscirova” a frittata, “piscipanelli” perché a forma di piccolo pesce fatte con la farina di ceci, il coniglio all’argentiera, che sostituisce il coniglio con caciocavallo. Beh.. pensavano che fossero delle ricette mal riuscite, ovvero delle cacate. Presa alla lettere in fondo sta a ribadire una certa uguaglianza biologica tra gli umani: siamo diversi nel mangiare ma siamo tutti uguali nel ….
Pasta di casa cacata
Ingredienti
- 500 gr Farina di grano antico Tuminia
- un cucchiaio Cacao amaro
- 1 Uova
- 300 gr Estratto di Pomodoro
- 300 gr Polpa di manzo tritata
- 200 gr Salsiccia di Maiale
- 100 gr Cotenna di maiale
- 250 gr Ricotta di pecora
- 50 gr Ricotta Salata
- 2 bicchieri Vino rosso Frappato
- 4 Chiodi di garofano
- qb Noce moscata grattugiata
- un cucchiaino Cannella in polvere
- un mazzetto Finochietto selvatico
- 2 cucchiani Semi di finocchio
- qualche grano Pepe nero
- 4 Foglie di alloro
- 1 Cipolla Bianca
- una costa Sedano
- 1 Carota
- 50 gr in scaglie Cioccolota di Modica
Istruzioni
- In un tegame capiente riscaldare l’olio e stufate, a fuoco dolce, le cotenne, prima sbollentare e e tagliare a striscioline, la salsiccia liberata dal budello.
- Aggiungere il trito di carne e lasciare sfumare con un pò di vino, sempre a fuoco dolce.
- Togliere i pezzi di carne, cotenne, salsiccia, e aggiungere la cipolla, carote e sedano tritati finemente insieme al finocchietto selvatico, lasciare stufare lentamente.
- Diluire con il vino l'estratto di pomodoro e aggiungetelo al soffritto.
- Rimettere in pentola le carne, insieme alle spezie: in un porta aroma mettere alloro, chiodi di garofano e semi di finocchio, qualche grano di pepe nero, grattiamo un pò di noce moscata.
- Lasciare cuocere per circa 3 ore a fuoco basso, aggiungere acqua se necessario.
- Girare di tanto in tanto e controllando il fondo che non si attacchi.
- Aggiustare di sale ed eventuale zucchero nel caso di eccessiva acidità, verso fine cottura.
- Lasciare riposare ed eliminare il porta aromi.
- Nel frattempo preparare la pasta di casa.
- Componiamo la farina a fontana, versiamo l’uovo, il cacao diluito in mezzo bicchiere d'acqua, un cucchiaino d'olio d'oliva ed impastare con le mani fino a formare un impasto liscio e compatto.
- Coprire con pellicola e lasciare riposare per 30 minuti.
- Setacciare la ricotta aggiustare di sale ed incorporare scaglie di cioccolato di Modica
- Con un mattarello stendere la pasta in una spianatoia infarinata di circa 3 mm
- Arrotolare la pasta nel mattarello fare un taglio al centro in orizzontale e poi a strisce in verticale a formare tagliatelle grossolane.
- Lasciare asciugare e nel frattempo mettere a bollire l'acqua con poco sale
- Cuocere la pasta al dente e saltarla in padella con parte del sugo se necessario aggiungere acqua di cottura.
- Comporre versando altro sugo.
- A questo punto aggiungere piccole chenelle (alla francese) ovvero "cacate" di crema di ricotta.
- Spolveriamo con ricotta salata.