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I mangiatari

Come si fa a mangiare, saziarsi e dopo mezz’ora ricominciare da capo?

Dov’è il confine tra sazietà e fame continua, o perenne? Per gli uomini primitivi ci si cibava per soddisfare l’istinto naturale della sopravvivenza, per non morire, per vivere.

Con lo sviluppo della tecnologia e della scienza l’uomo ha potuto mettere da parte il cibo che gli sarebbe stato necessario nei periodi di magra, ma l’istinto di “abbuffarsi”, per riuscire a superare i momenti in cui si sarebbe potuto trovare a digiuno, non è mai stato cancellato nel ricordo cromosomico dell’atavica fame.

Pantagruelismo acuto

La fame e il cibo da un lato, ma anche la sete e la voglia di potere esagerato laddove si è stati vittime di sottomissione che mai si è riusciti a bandire. Ecco quindi le manifestazioni di fame inspiegabile, così come la necessità di assurgere a posizioni emergenti che possano colmare un intrinseco complesso di inferiorità mai ammesso e, intimamente, mai sopito.

Il risultato, per i “mangiatari”, è quello del classico sovrappeso, rischio infarto, colesterolo, glicemia… Per gli assetati di potere il risultato è la ricerca della posizione sociale, economica, di immagine che in qualche modo possa compensare e sconfessare il precedente stato di indigenza sociale.

La cultura, in ogni caso, se presente, viene in soccorso ai comportamenti inadeguati a tavola, e una sana educazione alimentare, e non solo, aiuta lo star bene ed il vivere meglio.

Se però l’incultura e l’antica voracità continuano ad emergere e a caratterizzare l’individuo, bisogna ammettere che non ci si è evoluti poi tanto, che le differenze con i nostri avi non sono così insignificanti: in pratica si continua ad essere primitivi internamente anche se esteriormente si hanno le sembianze umane moderne.

Si è morti di fame pur avendo mangiato spropositatamente, perché l’essenza dell’uomo non la si può modificare a piacimento: al di là delle apparenze più o meno costruite, ognuno è quello che ha dentro e questo… volenti o dolenti, traspare.

Una connessione spontanea è quella tra politica, politici, politicanti, finti politici, usurpatori di titoli politici (e non) e tavola: mangiate, abbuffate, arrustuti, friuti, ’mpanati e bicchirati, ecc. ecc., con conseguenti, logiche, naturali e spontanee fetide esalazioni: praticamente miasmi.

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