Fenomenologia della Lasagna
Le fenomenologia della Lasagna, per dirla alla Hegel è un tentativo dialettico per cercare cogliere lo Spirito Assoluto del più famoso Pasticcio Italiano.
la scoperta della Libido
I confratelli che avevano la fortuna di vivere la loro vita di privazioni e di preghiere in conventi prossimi al mare di Liguria nei giorni di astinenza farcivano le loro lasagne di crostacei sgusciati. La lasagna è un modello del mondo filosofico: e non tanto per la varietà delle sostanze, quanto per la molteplicità dei loro modi di essere: il vuoto e il pieno, il concavo e il convesso, il tritato, il macinato, il grattugiato, l’insaccato, il frammentato, il fluido, il cagliato, la solida sfericità delle uova, l’asimmetrica e mutevole rotondità delle polpette, la linearità ora diritta, ora ondulata, della sfoglia.
L’ “eticità“ della lasagna è tutta dentro il cuore di chi, nel prepararla e nel gustarla, dimostra di vedere il mondo nella prospettiva dell’ ottimismo, dell’amicizia, della robustezza di stomaco: si sa che gli invidiosi, i maligni e i malinconici cronici hanno lo stomaco fiacco. Questo pasticcio barocco si offre solo agli amici veri.
è amore dei sensi, è, in chi la prepara e in chi se la mangia, entusiastica attenzione al tempo esterno, alla polifonica e, ahimé, caduca bellezza delle cose, degli odori, dei sapori. E poi è amore delle scienze e della giustizia, è, direbbe Platone, amore delle anime: la perfezione della lasagna sta, infatti, nell’equilibrio degli ingredienti, nella doratura arroscata del suo colore, un denso e caldo colore di terra bruciata, brulée, a cui si adeguano perfino i toni del verde.
la lasagna di mammà
E non a caso nella lingua popolare dell’eros la lasagna è metafora dell’organo sessuale femminile, dunque della felice fecondità: e fare lasagne significa, insomma, quella cosa là.