Cavati al pesto di mandorle

Cavati al pesto di mandorle

A Trapani il pesto non è quello genovese. Si chiama “pesto alla trapanese”, o “ammogghiu”, e al posto dei pinoli usa le mandorle, a cui si aggiungono pomodori freschi, aglio e basilico. Una tradizione racconta che sia nato dall’incontro con i marinai genovesi che facevano scalo nel porto, ma la Sicilia delle mandorle lo aveva già inventato da sé.

Lo preparo con i cavati, una pasta fresca di semola fatta con l’impasto lavorato con due dita, perfetta per trattenere il condimento. Il pesto non si cuoce: si lavora a crudo e si scalda appena nella pasta.

Cavati al pesto di mandorle

Cavati al pesto di mandorle

Cavati con un pesto di mandorle, basilico e pomodorini, alla trapanese: crudo, profumato e rapido.
Preparazione 20 minuti
Cottura 12 minuti
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

Per la pasta

  • 320 gr cavati

Per il pesto

  • 80 gr mandorle pelate
  • 1 mazzetto basilico
  • 150 gr pomodorini
  • 1 spicchio d'aglio
  • 40 gr pecorino grattugiato
  • 80 ml olio extravergine d'oliva
  • 1 pizzico sale

Istruzioni
 

  • Tosta leggermente le mandorle in padella e lasciale raffreddare.
  • Frulla, o pesta nel mortaio, le mandorle con l'aglio, il basilico, i pomodorini privati dei semi, il pecorino e l'olio, fino a ottenere una crema grossolana. Regola di sale.
  • Cuoci i cavati in acqua salata e scolali al dente, conservando un mestolo d'acqua.
  • Condisci i cavati con il pesto, aggiungendo poca acqua di cottura per allungarlo.
  • Servi subito, con qualche mandorla tritata e basilico fresco.

Note

I segreti dello chef

  • Il pesto non va cotto: si scalda solo con il calore della pasta.
  • Se usi il frullatore, procedi a impulsi per non scaldare il basilico.
  • Le mandorle non devono essere troppo tostate: coprirebbero il basilico.

Aspetti culturali

Il pesto alla trapanese, con mandorle e pomodoro, è una specialità di Trapani. Spesso lo si prepara con le busiate, ma funziona bene con qualsiasi pasta corta di semola.

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