Cacio e pepe: ricetta e temperatura giusta per la crema
La cacio e pepe ha tre ingredienti e una sola difficoltà: la crema. Il pecorino, a contatto con acqua troppo calda, rilascia grumi e fili. Secondo uno studio di fisica del 2025 (Bartolucci e colleghi, su arXiv, poi in Physics of Fluids), formaggio e acqua senza amido cominciano a grumare intorno ai 65 °C, e l’amido, in quantità giusta (fra il 2 e il 3 per cento), tiene la salsa liscia. Per questo la ricetta lavora con una sonda: la crema si fa in una ciotola, lontano dal fuoco, e deve restare sotto i 60 °C prima di incontrare la pasta.
Il resto è disciplina. Il pepe si tosta a secco per uno o due minuti e si pesta grossolanamente; il pecorino si grattugia finissimo. La pasta cuoce in poca acqua e pochissimo sale, perché il formaggio è già salato, e si scola circa tre minuti prima del tempo: va finita in padella con il pepe e un po’ d’acqua di cottura, a fuoco medio, finché l’acqua si è ridotta e legata come in un risotto (la finitura che indica anche la scheda Arsial sul Pecorino Romano DOP).
Il momento che conta è l’incontro. Spegnete il fuoco, leggete la temperatura della pasta (circa 70 °C è un punto di partenza, da tarare), versate la crema mescolando con energia e aggiungete acqua di cottura a cucchiai finché la salsa è lucida e scorrevole. Se compaiono fili o grumi, il formaggio era troppo caldo o troppo asciutto. Si porta in tavola subito, in piatti caldi: una cacio e pepe che aspetta si addensa e si separa. Per i pastori, la bisaccia e il premio ai fisici c’è il saggio Cacio e pepe: origine e storia, pastori o leggenda?.

Cacio e pepe
Ingredienti
- 400 gr tonnarelli, spaghetti o bucatini di grano duro
- 140 gr Pecorino Romano DOP da grattugia (stagionatura minima 8 mesi), grattugiato finissimo, per la crema
- 20 gr Pecorino Romano DOP grattugiato finissimo, per il piatto
- 6 gr pepe nero in grani (circa 2 cucchiaini)
- 2000 ml acqua per la pasta
- 5 gr sale grosso (poco: il pecorino è già salato)
- 4 gr amido di mais o di patate, solo per la variante dei fisici (facoltativo)
Istruzioni
- Pesare e grattugiare. Grattugiate il pecorino fine sulla carta e pesatelo: 140 g per la crema, 20 g per il piatto.
- Il pepe. In padella asciutta, a fuoco medio-basso, tostate i grani per uno o due minuti, finché profumano, e pestateli grossolanamente (finestra aperta: il fumo irrita). Metà va nella crema, metà in padella.
- La pasta. Cuocetela nei 2 litri d'acqua con i 5 g di sale e scolatela circa tre minuti prima del tempo, tenendo una tazza d'acqua di cottura (guanti, lontano dal viso). Rimettetela nella padella con il pepe e 100 g d'acqua di cottura, a fuoco medio, mescolando finché l'acqua si è ridotta e legata, come in un risotto.
- La crema. In una ciotola mettete i 140 g di formaggio e circa 105 g d'acqua di cottura intiepidita (il 75 per cento del peso del formaggio; se è densa, un cucchiaio alla volta). La sonda deve segnare meno di 60 °C. Mescolate con la frusta fino a una crema che cola lenta.
- Il momento che conta. Spegnete il fuoco e leggete la sonda sulla pasta: circa 70 °C è un valore di partenza, da tarare. Versate la crema e mescolate con energia, aggiungendo acqua di cottura a cucchiai finché la salsa è lucida e scorrevole. Se compaiono fili o grumi, il formaggio era troppo caldo o troppo asciutto.
- Il piatto. Impiattate subito in piatti caldi, con il resto del pepe e i 20 g di pecorino.
- Variante dei fisici (facoltativa). Sciogliete 4 g di amido in 40 g d'acqua e scaldateli piano fino a un gel quasi trasparente; allungate con 80 g d'acqua fredda e frullate con i 140 g di formaggio: sostituisce la crema del passaggio 4. È lo schema dello studio, riscalato.