La corsa della caponata verso il mare in dodici prove
Prova numero UNO: convincere l’indolenza di mio padre ad andare al mare. Mi siddia e sugnu stancu.
Prova numero DUE: cercare di fare entrare nella borsa frigo le bottiglie di acqua con il ghiaccio dentro, l’anguria, il caffè gelato, le cotolette, la Caponata, la pasta al Forno, il ghiaccio non si sa mai, i fichi d’india rossi, gialli e bianchi, il pecorino con pepe nero, olive e ciappe (pomodori secchi). La domenica bisognava aggiungere arancini e cannoli di ricotta fatti in casa, senza scravazzarli romperli.
Prova numero TRE: salire sulla Vespa. Mio padre tra le gambe la borsa frigo cercando di non coprire il pedale del freno, mia madre la borsa piena di asciugamani, salviette, posate, bicchieri e piatti, saliva dietro nel sellino laterale con poggia gambe, tenendomi in braccio mentre Io tenevo, pallone e secchiello. L’ombrellone era appoggiato tra la schiena di mia madre e il manubrio della Vespa. Tavolinetto e sedioline legate dietro. Mancu i Marucchini, ai tempi grande esempio di traslochi ambulanti.
Prova numero QUATTRO: fare in modo che mio padre e mia madre non litigassero per quisquilie. A ciuristi a porta?L’acqua a stutasti? U costumi u pigghiasti? Unni amma iri che oggi c’è pruvenza!
Prova numero CINQUE: scansare le buche della trazzera senza cadere.
Prova numero SEI: tenere la calma mentre i cani latravano e ci rincorrevano cercando di azzannare le gambe di mia madre. Mio padre con il bastone dell’ombrellone e mia madre con le sue grida di paura: zittiti fimmina che li fai incazzare!
Prova numero SETTE: arrivare il più possibile vicino al mare trasformando la Vespa in un motocross scalando le dune marine con tracciati tortuosi ed impegnativi, distruggendo tutto quello che ci stava intorno: giglio marino, erba medica, Carpobrotus. I scravagghi ci guardavano ammammaloccuti stupefatti e preoccupati fino a quando non si astutava la vespa e questi erano i più fortunati, gli altri “scra”.
Prova numero OTTO: legare la Vespa in modo tale che avessimo qualche speranza di ritrovarla. Talia chi c’è! guarda chi si rivede.
Prova numero NOVE: correre sulle dune bollenti per non bruciarsi i piedi. Cavuru di moriri
Prova numero DIECI: trovare un accordo su dove piantare l’ombrellone su una spiaggia deserta. Cà, dà, dabbanna, maisia.
Prova numero UNDICI: finalmente in acqua a raccogliere patelle, prima di affrontare l’ultima prova, la più impegnativa. Pitittu lupignu fame da lupi.
Prova numero DODICI: la borsa frigo di mia madre con la Caponata frisca e il pane di casa cauru cauru e poi u munnu il mondo.
– Mi posso fare il bagno?
– Non ci pensare nemmeno almeno devono passare tre ore!
– Ma allora perché siamo venuti al mare?
– Perché con l’aria di mare ti sbocca “u pitittu” l’appetito

La caponata di Vittoria
Ingredienti
Per le verdure
- 2 kg Melanzane violette di Vittoria
- 500 gr Peperoni di Vittoria
- 200 gr Sedano
- 200 gr Cipolle di Giarratana
- 200 gr Carote
- 300 ml Olio extravergine d’oliva per friggere le melanzane
- 1 cucchiaino Sale
Per l’agrodolce e il condimento
- 100 ml Aceto di vino circa mezzo bicchiere
- 1 cucchiaio Miele ibleo
- 100 gr Uvetta di Nero d’Avola
- 100 gr Capperi di Pantelleria dissalati
- 100 gr Olive Tonda Iblea denocciolate
- 50 gr Pinoli o mandorle tostati
- 1 mazzetto Basilico
- 1 mazzetto Menta abbondante
Per servire
- 80 gr Pangrattato tostato in padella
Istruzioni
- Mondate e lavate tutte le verdure. Scegliete melanzane lucide e turgide, segno di freschezza. Assaggiatene un pezzetto crudo: se sono amare, tagliatele a fette e lasciatele spurgare sotto sale per circa un’ora, poi sciacquatele e asciugatele.
- Tagliate le melanzane a tocchetti quadrati e regolari e fatele saltare in una padella ampia con un po’ d’olio extravergine ben caldo. Scolatele su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.
- Tagliate le carote a rondelle e il sedano a pezzetti e metteteli in un recipiente capiente. Versateci sopra le melanzane ancora bollenti, che cuoceranno un po’ il sedano e le carote con il loro calore.
- Nella stessa padella saltate la cipolla e poi i peperoni, senza farli ammorbidire troppo. Uniteli alle altre verdure.
- Versate in padella l’aceto con il miele e amalgamate. Fate rinvenire l’uvetta in poca acqua tiepida e strizzatela. Tritate il basilico.
- Unite alle verdure l’agrodolce di aceto e miele, l’uvetta, i capperi, le olive e i pinoli o le mandorle tostate. Aggiungete il basilico e infine un’abbondante dose di menta tritata.
- Mescolate lentamente dal basso verso l’alto, senza schiacciare le verdure. Fate raffreddare e riponete in frigorifero per almeno 12 ore.
- Prima di servire, tostate il pangrattato in padella e spolveratelo sui piatti. Servite la caponata a temperatura ambiente.