Piatto decorato in blu con un nido di linguine in crema chiara, cosparso di bottarga grattugiata e prezzemolo
 | 

Linguine di grano duro con bottarga e colatura di alici

Bottarga: da pesce salato a prodotto di lusso

Il nome viene dall’arabo: batarik, o battarikh, «pesce salato». La bottarga è la sacca ovarica di un pesce (il muggine, o cefalo, oppure il tonno) tolta intera, lavata e messa sotto sale, poi lasciata asciugare. Secondo Great Italian Chefs nasce dai pescatori che volevano usare ogni parte del pescato, e il sale era il conservante che permetteva di tenerla.

Il luogo simbolo è lo stagno di Cabras, in Sardegna. Secondo la scheda del Presidio Slow Food la pesca nello stagno risale all’epoca nuragica e fu sviluppata da Fenici, Cartaginesi e Romani; i Fenici avrebbero usato pesce salato, la merca, per i lunghi viaggi per mare. I muggini si pescano da giugno a settembre. La sacca si estrae senza romperla, si lava, si mette sotto sale per un tempo che dipende dalle dimensioni e dalla temperatura e poi si fa asciugare all’aria aperta: il segno della bottarga fatta bene è il lembo di pelle argentea ancora attaccato.

Non è una sola bottarga. Secondo Dissapore quella di muggine è ambrata, più delicata, e viene salata e pressata una volta; quella di tonno è rosa scuro, più intensa, e subisce due pressature. Nel primo caso la maturazione va da 45 a 90 giorni, nel secondo da 30 a 40.

Come si è evoluta

Per lungo tempo è stata una conserva di pescatori, un prodotto raffinato e difficile da trovare lontano dai luoghi di produzione, spesso regalato: secondo Great Italian Chefs, fino agli anni Cinquanta. Oggi si grattugia sulla pasta, si taglia a scaglie sulle bruschette, si mette nell’olio e nelle insalate ed è un ingrediente da ristorante in tutto il mondo. Il prezzo è l’altra faccia del successo: la domanda supera la produzione locale. Secondo un’inchiesta di Dissapore del 2017, gran parte della bottarga venduta come sarda era prodotta in Mauritania e solo confezionata in Sardegna; per riconoscere quella di Cabras si guarda l’etichetta, e il Nuovo Consorzio Cooperative Pontis ne produceva allora circa 24 quintali l’anno. Il dato è di allora, da verificare oggi.

Bottarga e colatura: la stessa famiglia

Bottarga e colatura di alici nascono dalla stessa idea: pesce, sale e tempo. Della colatura e del suo antenato romano, il garum, ho scritto negli spaghetti con colatura di alici. Qui le uso insieme, e la conseguenza in cucina è la stessa: l’acqua della pasta non si sala, perché il sale arriva già dai due condimenti. La bottarga non si cuoce: si grattugia fuori dal fuoco, sulla pasta appena mantecata, per tenere il suo profumo. Sono dosi di partenza, da tarare con il vostro assaggio.

Linguine di grano duro con bottarga e colatura di alici

Linguine di grano duro cotte in acqua non salata e mantecate fuori dal fuoco con olio, aglio, colatura di alici e bottarga grattugiata: due prodotti del sale e del tempo, senza aggiungere altro sale.
Preparazione 10 minuti
Cottura 12 minuti
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

  • 360 gr linguine di grano duro
  • 40 gr bottarga di muggine 30 gr grattugiati nel sugo, 10 gr in scaglie per finire
  • 2 cucchiai colatura di alici
  • 6 cucchiai olio extravergine d'oliva
  • 2 spicchi d'aglio schiacciati in camicia
  • 1 peperoncino facoltativo
  • 1 mazzetto prezzemolo tritato, facoltativo

Istruzioni
 

  • Lessa le linguine in acqua non salata e scolale due minuti prima del tempo indicato, tenendo da parte una tazza d'acqua di cottura.
  • Nel frattempo scalda in una padella larga l'olio con l'aglio schiacciato e il peperoncino, a fuoco dolce, per due o tre minuti: l'aglio deve profumare senza prendere colore. Toglilo e spegni il fuoco.
  • Grattugia 30 gr di bottarga e tieni gli altri 10 gr per tagliarli a scaglie sottili.
  • Versa le linguine nella padella, fuori dal fuoco, con un mestolino d'acqua di cottura. Unisci la colatura e la bottarga grattugiata e manteca mescolando, aggiungendo altra acqua se serve, fino a una crema che avvolge la pasta.
  • Impiatta subito, con il prezzemolo, le scaglie di bottarga e un filo d'olio a crudo.

Note

Dosi di partenza, da tarare al vostro assaggio: bottarga e colatura sono molto sapide, quindi l'acqua della pasta non si sala e il sale a tavola probabilmente non serve. Tempi di preparazione e cottura sono stime. Meglio non cuocere la bottarga: si grattugia sulla pasta fuori dal fuoco, altrimenti tende a indurirsi e a perdere profumo. Con la bottarga di tonno, più intensa, partite da 30 gr.

Fonti

Articoli simili