Ricetta dei cecamariti: fusi di pasta di pane al pomodoro

Sotto il nome cecamariti ci sono almeno cinque piatti. Questa è la versione dei fusi di impasto da pane, quella che Oretta Zanini De Vita descrive nell’Encyclopedia of Pasta: pezzetti di impasto lievitato grandi come un cece, rotolati fra le mani in un piccolo fuso e lessati in acqua salata, da servire con un sugo d’aglio o di pomodoro. Le zone indicate sono la Sabina reatina, i Monti Lepini e, in Molise, Poggio Sannita.

Le dosi sono di partenza, da tarare al vostro assaggio, e sono pensate per un assaggio a quattro: 300 g di impasto da pane crudo, meglio se preso dal panettiere (se lo fate in casa, le proporzioni sono in nota, ma è un impasto più asciutto di un vero impasto da pane), e un sugo di pomodoro, aglio e peperoncino, sul modello dell’«aglione» che la scheda di Visit Lazio descrive per Orvinio. Per un primo pieno raddoppiate l’impasto.

Il lavoro è nelle mani: un pezzo grande come un cece, rotolato fra i palmi fino a un fuso con le punte più sottili del centro, poi sul vassoio infarinato di semola, senza sovrapporli. Dove ci si aspetta di sbagliare: i fusi si gonfiano in cottura e restano crudi al centro se sono troppo grossi, o diventano spugnosi se l’impasto è troppo lievitato. Per la cottura i blog danno circa un minuto dalla risalita, ma è un dato di blog, non una misura: assaggiate quando salgono a galla e poi ogni 30 secondi.

Due avvertenze. L’impasto crudo non si assaggia. E olio e pomodoro schizzano: fiamma bassa, padella sorvegliata, aglio che non deve bruciare.

Perché si chiamano così, e perché nessuna delle tre storie regge, lo racconto in Cecamariti: origine del nome e storia della pasta.

Cecamariti

Piccoli fusi di impasto da pane lievitato, rotolati a mano e lessati, con un sugo di pomodoro, aglio e peperoncino. È la versione descritta da Oretta Zanini De Vita.
Preparazione 40 minuti
Cottura 20 minuti
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

  • 300 gr impasto da pane crudo preso dal panettiere (o fatto in casa, vedi note)
  • semola rimacinata per il vassoio
  • 400 gr pomodori pelati
  • 2 spicchi d'aglio schiacciati
  • 1 peperoncino
  • 4 cucchiai olio extravergine d'oliva
  • foglie di basilico qualche
  • sale
  • 3 litri di acqua per la cottura
  • 30 gr sale grosso per l'acqua di cottura

Istruzioni
 

  • L'impasto. Se lo avete preso dal panettiere, lasciatelo riposare coperto per 10 minuti. Se lo fate in casa, seguite le dosi in nota e lasciatelo lievitare fino al raddoppio. Non assaggiate mai l'impasto crudo.
  • I fusi. Preparate un vassoio infarinato di semola. Staccate pezzetti grandi come un cece e rotolateli fra i palmi fino a ottenere un piccolo fuso con le punte più sottili del centro. Metteteli sul vassoio senza sovrapporli.
  • Il sugo. Mettete l'olio e i 2 spicchi d'aglio schiacciati in una padella fredda, su fiamma bassa: l'aglio deve sfrigolare piano e restare chiaro, al massimo dorato pallido, e non deve mai bruciare. Dopo 2 minuti aggiungete il peperoncino spezzato, poi i pelati schiacciati a mano, con attenzione agli schizzi. Salate e fate sobbollire a fuoco medio 12-15 minuti, finché il sugo si stringe, poi spegnete e aggiungete il basilico.
  • La cottura. Portate 3 litri d'acqua a bollore pieno con 30 g di sale grosso e tuffate i fusi. Assaggiateli quando salgono a galla e poi ogni 30 secondi, fino a quando sono cotti al centro.
  • Il piatto. Scolate i fusi e conditeli con il sugo. Servite subito.

Note

Dosi di partenza, da tarare al vostro assaggio: sono quelle pensate per un assaggio a quattro (mezza porzione a testa); per un primo pieno raddoppiate l'impasto e regolate di conseguenza il sugo. Prep e cottura sono stime e non comprendono l'eventuale lievitazione. Impasto fatto in casa, in alternativa a quello del panettiere: 200 g di farina 00, 120 ml di acqua, 3 g di lievito secco istantaneo e 3 g di sale, impastati per circa 5 minuti e lasciati lievitare coperti fino al raddoppio (un blog di cucina dà circa un'ora e mezza: segnate il vostro tempo). È un'approssimazione, più asciutta di un vero impasto da pane: meglio quello del panettiere. Sotto il nome cecamariti esistono almeno cinque preparazioni diverse: questa è quella dei fusi di impasto da pane, come la descrive Zanini De Vita; le strisce d'uovo, i bocconi fritti e la zuppa di piselli con pane sono altri piatti. Il sugo è ispirato alla scheda di Visit Lazio su Orvinio (pomodoro, due spicchi d'aglio, un peperoncino e olio abbondante); le quantità sono di partenza. I tempi di cottura dei fusi non hanno una fonte seria: i blog danno circa un minuto dalla risalita, ma assaggiate. I fusi si gonfiano in cottura: se sono troppo grossi possono restare crudi al centro, se l'impasto è troppo lievitato diventano spugnosi. Attenzione: l'impasto crudo non si assaggia; olio e pomodoro schizzano, quindi fiamma bassa e padella sorvegliata.

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