Babà napoletani lucidi di sciroppo in una coppetta bianca

Ricetta del babà al rum: l’attesa e la bagna

Il babà è un problema di assorbimento prima che di lievitazione. L’impasto è ricco (rispetto alla farina, le dosi di partenza sono circa 80% di uova, 32% di burro, 8% di zucchero e 4% di lievito, a metà della forbice delle ricette consultate) e va cotto, lasciato asciugare e solo dopo bagnato. Il mito dice che un dolce secco sia stato salvato dal vino; la bottega napoletana fa seccare il dolce apposta, e per Scatti di Gusto servono almeno dodici ore di riposo prima della bagna.

L’ordine conta. L’impasto si lavora fino al velo, poi si aggiunge il burro a pezzetti, uno alla volta, e deve chiudere fra 24 e 26 °C; lievita a 28-30 °C fino a circa 5 mm dal bordo dello stampo e cuoce a 190 °C per 18-22 minuti. La bagna sta fra 55 e 60 °C, con il rum aggiunto a fuoco spento: un babà alla volta, sessanta secondi con la schiumarola. Sono temperature di partenza, non dogmi: la ricetta è scritta perché possiate pesare il babà prima e dopo la bagna e vedere quanto sciroppo beve davvero. È un numero che non ho trovato in nessuna fonte.

Tre avvertenze. Forno e sciroppo ustionano: guanti per gli stampi, schiumarola per i babà. Il rum va aggiunto lontano da fiamme libere, perché i vapori dell’alcol sono infiammabili. L’impasto crudo contiene uova crude, quindi non si assaggia, e il babà finito contiene alcol: non è per i bambini. Dosi di partenza, da tarare al vostro assaggio; prep e cottura sono stime.

Se volete la versione «del re», nella scheda trovate le note per uva di Corinto, zafferano e vino dolce. Perché il babà sia napoletano pur non essendolo, e che cosa c’è di documentato dietro la leggenda di Stanislao, lo racconto in Babà: origine e storia, tra re Stanislao e Napoli.

Babà napoletani lucidi di sciroppo in una coppetta bianca

Babà al rum

Babà con impasto ricco di uova e burro, lasciato asciugare prima di essere bagnato in uno sciroppo di acqua, zucchero, agrumi e rum a 55-60 °C.
Preparazione 45 minuti
Cottura 20 minuti
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

  • 250 gr farina di forza indicativamente 13-14% di proteine
  • 200 gr uova intere sgusciate circa 4 uova medie, a temperatura ambiente
  • 80 gr burro morbido 18-20 °C; altro burro per gli stampi
  • 20 gr zucchero
  • 10 gr lievito di birra fresco
  • 5 gr sale fino
  • 500 gr acqua per la bagna
  • 250 gr zucchero per la bagna
  • 1 limone non trattato, solo la scorza per la bagna
  • 1 arancia non trattata, solo la scorza per la bagna
  • 120 gr rum scuro per la bagna
  • 80 gr confettura di albicocche facoltativo, con un cucchiaio d'acqua, per lucidare

Istruzioni
 

  • Nella ciotola della planetaria mescolate farina, zucchero e lievito sbriciolato. Con il gancio a velocità media unite le uova sbattute in tre volte, aspettando che ognuna sia assorbita. Dopo circa dieci minuti l'impasto si stacca dalle pareti e un pezzetto tirato fra le dita si apre in un velo sottile. Unite il sale, poi il burro a pezzetti, uno alla volta, aspettando che sparisca prima del successivo. L'impasto deve essere lucido, filante e fra 24 e 26 °C. Se la planetaria non aggancia una massa così piccola, finite a mano con una spatola. Non assaggiate l'impasto crudo: contiene uova crude.
  • Imburrate generosamente 10-12 stampini da babà o da budino da 80-100 ml. Con un cucchiaio bagnato o con una sac à poche riempiteli a metà (circa 50 gr di impasto). Lasciate lievitare a 28-30 °C (forno spento con una ciotola d'acqua calda) finché l'impasto arriva a circa 5 mm dal bordo, senza lasciarlo salire oltre. Per seguire la scheda regionale, che parla di due lievitazioni, fate prima 30 minuti in ciotola coperta.
  • Forno statico a 190 °C, ripiano medio, già caldo. Cuocete 18-22 minuti, finché i babà sono di un nocciola scuro e il cappello è sodo (una sonda al cuore dovrebbe dare circa 94-96 °C, taratura di partenza). Maneggiate gli stampi caldi con i guanti. Sformate dopo cinque minuti con la punta di un coltellino e raffreddate su una griglia.
  • Lasciate i babà scoperti su una griglia, in un luogo asciutto a temperatura ambiente, per almeno 12 ore: è la pratica di bottega indicata da Scatti di Gusto. Che il babà asciutto beva più di quello fresco è un'ipotesi da verificare. Per misurare, pesate due babà freddi subito dopo la cottura e di nuovo prima di bagnarli: la differenza è l'acqua persa.
  • Portate a bollore acqua, zucchero e scorze di limone e arancia per due o tre minuti, filtrate e lasciate scendere a 60 °C. A fuoco spento e lontano da fiamme libere (i vapori dell'alcol sono infiammabili) aggiungete il rum e tenete lo sciroppo fra 55 e 60 °C. Con la schiumarola, non con le dita, tenete sotto un babà alla volta per 60 secondi, rigirandolo; poi scolatelo su una griglia per 10 minuti. Pesatelo: la differenza con il peso prima della bagna è lo sciroppo assorbito.
  • Scaldate la confettura con un cucchiaio d'acqua e spennellate i babà ancora tiepidi. Servite a temperatura ambiente: la bagna non va servita né troppo fredda né troppo calda. Tagliatene uno a metà: il cuore è asciutto? La mollica si sfalda?

Note

Dosi di partenza, da tarare al vostro assaggio: sono quelle del protocollo di ricerca, per 10-12 babà (8 per la tavola, 3-4 per i confronti). Prep e cottura sono stime e non includono la lievitazione (circa un'ora; le fonti consultate danno da 20 minuti a due ore) né l'attesa di almeno 12 ore. Le temperature al cuore (94-96 °C) e dell'impasto (24-26 °C) e i 60 secondi di immersione sono tarature di partenza, non dati di una fonte. Il babà finito contiene alcol: non è per i bambini. Variante «del re»: 30 gr di uva di Corinto e un pizzico di zafferano nell'impasto, bagna con Madera o Tokaji allungato con sciroppo (sono gli ingredienti che le fonti attribuiscono al dolce di Stanislao, non una ricetta storica). Variante savarin: un terzo dell'impasto cotto in uno stampo ad anello.

Articoli simili