Passato di carote e zenzero in ciotola bianca con un ciuffo di yogurt e prezzemolo
 | 

Il passato: la minestra che passa al mixer

Il passato è l’unico, tra i cinque, che si definisce dal gesto e non dall’ingrediente. Il nome viene da «passare»: una volta si faceva passare la minestra attraverso un setaccio o un passaverdure, oggi spesso al frullatore. È una minestra, o una zuppa, che ha cambiato forma senza cambiare natura.

Questo è l’ultimo di cinque articoli che ho scritto insieme su minestra, zuppa, crema, vellutata e passato. Ogni piatto ha due ricette, una estiva e una invernale: cambiano gli ingredienti, non cambia la tecnica.

Che cos’è, per me, un passato

È una la minestra o una la zuppa già cotta e poi passata, fino a ottenere una consistenza uniforme. La base è quella di sempre: verdure (e, se è una minestra, un cereale) cotte con cura. Il passato viene dopo, ed è questa la differenza con la la crema e con la la vellutata, che nascono già pensate per essere lisce.

Passaverdure o frullatore? Il passaverdure trattiene le fibre e dà un passato più rustico; il frullatore a immersione dà una consistenza più liscia. Per un esempio di minestra robusta che si presta a diventare passato, vedi il mio minestrone con crostini di pane raffermo all’aglio.

Minestra, zuppa, crema, vellutata, passato: cosa cambia

Hanno tutte la stessa radice: verdure cotte in liquido, sale misurato, un filo d’olio a crudo alla fine. A cambiare sono quanto liquido resta, che cosa lega e che cosa rimane della forma delle verdure. I confini li ho tracciati io, in ogni famiglia e in ogni regione si spostano un po’:

Piatto Cosa c’è dentro Quanto brodo Come arriva nel piatto
Minestra Verdure e un cereale (pasta, riso, orzo, farro, fiocchi) Molto brodosa Resta a pezzi
Zuppa Solo verdure, spesso con il pane Poco brodo, densa Resta a pezzi, consistente
Crema Un solo ortaggio, legato da un amido (riso, farina, mais) Densa Frullata, liscia
Vellutata Due o tre verdure: una patata e un’altra verdura Morbida Frullata, setosa
Passato Una minestra o una zuppa già cotta Dipende dalla base Passata o frullata, rustica

La stessa tecnica, in estate e in inverno

La tecnica del passato è sempre questa: una minestra costruita bene, con le verdure cotte fino a essere molto tenere, e poi il gesto finale del passaverdure o del frullatore, con una regolazione di acqua calda e di sale. Se la minestra di base è sbagliata, il passato non la salva.

Cambiano le verdure e la temperatura. D’estate fagiolini, patate e pomodori, tiepido, con basilico; d’inverno carote, sedano, verza e orzo, bollente, con i crostini.

Estate: passato di fagiolini, patate e pomodori

Una minestra leggera di ortaggi estivi, poi passata. Si serve tiepida.

Passato di fagiolini, patate e pomodori

Salvo Nicastro
Il passato estivo: una minestra leggera di fagiolini, patate e pomodori, cotta con calma e passata, da servire tiepida con basilico e olio crudo.
Preparazione 20 minuti
Cottura 35 minuti
Tempo totale 55 minuti
Portata Primo, Zuppa
Cucina Italiana
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

  • 400 g fagiolini puliti e tagliati a pezzi di 3 cm
  • 250 g patate a cubetti
  • 300 g pomodori maturi a pezzi
  • 1 cipolla piccola tritata fine
  • 1 l acqua calda
  • 3 cucchiai olio extravergine d'oliva di cui 1 a crudo
  • 1 mazzetto di basilico
  • sale q.b.

Istruzioni
 

  • In una pentola scalda 2 cucchiai di olio e fai appassire la cipolla per 5 minuti, a fuoco dolce, senza colorirla.
  • Aggiungi le patate e i fagiolini, mescola un minuto, poi unisci i pomodori a pezzi, un pizzico di sale e l'acqua calda.
  • Cuoci coperto a fuoco moderato per 25-30 minuti, finché i fagiolini sono molto morbidi. È ancora una minestra: ciò che segue la trasforma in passato.
  • Aggiungi metà del basilico. Passa le verdure e il loro liquido al passaverdure oppure frullale con il frullatore a immersione, finché ottieni la consistenza che preferisci.
  • Regola la densità con acqua calda, assaggia di sale e lascia intiepidire. Servi con un filo di olio crudo e il basilico rimasto.

Note

I segreti dello chef

  • Il passaverdure trattiene le fibre dei fagiolini e dà un passato più rustico; il frullatore dà una consistenza più liscia. Scegli in base a come vuoi il piatto.
  • Il passato dipende dalla base: cuoci bene le verdure e sala con misura prima di passare, perché dopo non puoi più correggere la cottura.
  • Se i fagiolini sono un po' filamentosi, il passaverdure li trattiene: nel piatto non li senti.

Aspetti culturali

Il passato è la dimostrazione che una minestra può cambiare faccia senza cambiare natura. Il nome viene da «passare»: il gesto di far passare la minestra attraverso un setaccio o un passaverdure, oggi spesso sostituito dal frullatore. È la stessa pentola, servita in un altro modo.

Inverno: passato di verdure invernali e orzo

Verdure di stagione, orzo e un gesto finale che fa di una minestra un passato.

Passato di verdure invernali e orzo

Salvo Nicastro
Il passato invernale: carote, sedano, verza, patate e orzo perlato cotti come una minestra e poi passati. Rustico, caldo, da gustare con crostini.
Preparazione 25 minuti
Cottura 50 minuti
Tempo totale 1 ora 15 minuti
Portata Primo, Zuppa
Cucina Italiana
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

  • 200 g carote a cubetti
  • 1 costa di sedano a cubetti
  • 200 g verza a striscioline
  • 200 g patate a cubetti
  • 1 cipolla tritata fine
  • 80 g orzo perlato risciacquato
  • 1.2 l acqua calda o brodo vegetale leggero
  • 3 cucchiai olio extravergine d'oliva di cui 1 a crudo
  • 1 foglia di alloro
  • sale e pepe nero q.b.
  • 4 fette pane raffermo per i crostini, facoltativo

Istruzioni
 

  • In una pentola scalda 2 cucchiai di olio e fai appassire cipolla, carota e sedano per 8 minuti a fuoco dolce.
  • Aggiungi la verza, le patate e l'alloro, mescola e lascia insaporire per 3 minuti.
  • Versa l'acqua calda, sala e cuoci coperto per 15 minuti.
  • Unisci l'orzo perlato e cuoci per altri 25-30 minuti, finché è tenero e le verdure si sfaldano.
  • Elimina l'alloro e passa tutto al passaverdure o frulla con il frullatore a immersione. Se è troppo denso, allunga con acqua calda.
  • Servi bollente con il pepe, un filo d'olio crudo e, se vuoi, crostini di pane abbrustolito.

Note

I segreti dello chef

  • L'orzo cuoce nella minestra e poi si passa: dà corpo e un profumo di cereale che non si ottiene con la sola patata.
  • Se lasci una parte delle verdure intera (un mestolo prima di passare), ottieni un passato «misto», con qualcosa da masticare.
  • Avanza? Il giorno dopo il passato è più buono: scaldalo piano e sistema di sale.

Aspetti culturali

Il passato nasce dalla minestra, ed è il piatto che meglio mostra come lo stesso fondo possa servire a pasti diversi: a pezzi per chi ha fame, passato per chi cerca un piatto morbido. D'inverno, con l'orzo e i crostini, è una cena intera.

Il resto della famiglia

Se il passato è una minestra o una zuppa che ha cambiato forma, guarda anche la minestra, la zuppa, la crema e la vellutata.

Articoli simili