Pisarei e fasò: gnocchetti di pane con fagioli borlotti in un piatto di terracotta, con parmigiano
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Pisarei e fasò: ricetta con pane, farina e borlotti

I pisarei e fasò si fanno con quello che il Medioevo ha lasciato nel menu e il pollice ha lasciato in cucina: pane raffermo, farina, acqua e centinaia di piccoli pezzi incavati, da servire in un sugo di borlotti. La ricetta non decide l’origine: nelle fonti il «tradizionale» è un’area, non un punto, e questa è una versione di partenza. Storia, nome e leggende li trovi nel saggio sull’origine dei pisarei e fasò.

Tre punti tecnici. Il pane si scotta con acqua a 100 °C e si lascia raffreddare finché si tocca; poi si lavora con la farina fino a quando la massa si stacca dalle dita. I pezzi sono cordoncini di circa un centimetro di diametro, tagliati poco più lunghi e premuti con il pollice, con una piccola spinta in avanti e un lieve rotolamento: sono tanti, più di quanti la mano ricordi dopo aver letto la ricetta, e si lavora a piccole riprese. Il bollore dell’acqua è moderato, perché quello forte rompe i pezzi.

Occhio ai fagioli secchi: dopo l’ammollo vanno bolliti a fuoco vivo per almeno dieci minuti, in acqua fredda non salata, prima di abbassare il fuoco. Non è facoltativo. Dosi e tempi sono di partenza: tarateli sul vostro assaggio.

Pisarei e fasò: gnocchetti di pane con fagioli borlotti in un piatto di terracotta, con parmigiano

Pisarei e fasò

Gnocchetti piacentini di pane raffermo e farina, premuti con il pollice, in un sugo di borlotti e lardo. Una versione di partenza, da tarare.
Preparazione 1 ora 30 minuti
Cottura 1 ora
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

Pisarei

  • 200 gr pane raffermo grattugiato fine senza condimenti, o pangrattato non aromatizzato
  • 200 gr farina 00 più altra per il piano
  • 250 gr acqua bollente o latte caldo
  • 1 pizzico di sale

Fagioli e sugo

  • 250 gr borlotti secchi ammollo di 12 ore; oppure 400 g di freschi sgranati, o 500 g già cotti
  • 80 gr lardo battuto al coltello
  • 1 cipolla media più una fetta per la cottura dei fagioli
  • olio extravergine d’oliva un filo
  • 1 cucchiai concentrato di pomodoro facoltativo
  • prezzemolo tritato
  • pepe nero
  • 50 gr grana o parmigiano grattugiato

Istruzioni
 

  • Scolate i borlotti secchi dall’ammollo e copriteli di acqua fredda non salata, con la fetta di cipolla e un filo d’olio. Portate a bollore e fate bollire a fuoco vivo per almeno dieci minuti, poi abbassate fino a un bollore appena percettibile e cuocete circa 45 minuti, finché sono teneri. Salate alla fine.
  • Portate l’acqua a 100 °C e versatela sul pane e sul sale in una ciotola capiente, mescolando con un cucchiaio di legno: l’impasto scotta, non usate le mani. Lasciate raffreddare finché si lascia toccare.
  • Aggiungete la farina e lavorate sulla spianatoia finché la massa si stacca dalle dita. Copritela e lasciatela riposare una ventina di minuti.
  • Fate dei cordoncini di circa un centimetro di diametro e tagliateli in pezzi di poco più di un centimetro. Su un piano infarinato premete ogni pezzo con il pollice, con una piccola spinta in avanti e un lieve rotolamento: nasce un pezzo incavato. Stendete i pezzi su un canovaccio infarinato.
  • In un tegame largo sciogliete il lardo con la cipolla tritata, a fuoco basso, per 8-10 minuti senza prendere colore. Aggiungete il concentrato, se lo usate, sciolto in un mestolo di acqua dei fagioli, poi i fagioli scolati, schiacciandone una piccola parte con la forchetta. Fate sobbollire a fuoco molto basso per circa 20 minuti.
  • Portate a bollore una pentola capiente di acqua salata e abbassate a un bollore vivace ma non violento, che rompe i pezzi. Tuffate i pisarei in due o tre riprese e scolateli con la schiumarola quando salgono a galla, assaggiando un pezzo.
  • Passate i pisarei nel sugo e girate piano per un minuto, senza mescolare con forza. Fuori dal fuoco aggiungete formaggio, prezzemolo e pepe.

Note

Dosi di partenza, da tarare al vostro assaggio. Preparazione e cottura sono stime: formare i pezzi richiede molta pazienza e il tempo dipende dalla mano. Le proporzioni fra pane e farina cambiano molto da una fonte all’altra (qui 200 g e 200 g, con 250 g di acqua): se l’impasto si attacca al pollice aggiungete farina, se la conca si crepa un po’ d’acqua. Dieci minuti di bollore vivace per i fagioli secchi sono la regola generale di sicurezza, non una variante. I fagioli freschi chiedono circa mezz’ora, quelli già cotti si scolano e basta. Il concentrato di pomodoro è facoltativo: le fonti dicono che la versione antica non lo aveva.

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