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Timballo di maccheroni in frolla: la ricetta del Gattopardo

Il timballo di maccheroni del romanzo si descrive in poche righe e si costruisce in più tappe, ed è lì che la ricetta si decide. Questa versione è per quattro persone, in uno stampo a cerniera da 18 cm, e segue la sola descrizione del romanzo: maccheroni corti, fegatini, uova sode, prosciutto cotto, pollo e tartufo, dentro un guscio di frolla. Niente crema pasticcera nel ripieno, come invece vuole parte dei ricettari moderni: nel passo non c’è. Le quantità sono di partenza e vanno tarate.

Tre punti decidono la riuscita. La frolla va lavorata poco, con la punta delle dita, e riposa un’ora in frigorifero: a 4 mm di spessore deve reggere il peso del ripieno. Il ripieno entra freddo, dopo mezz’ora di frigorifero, perché se entra caldo scioglie il burro della frolla e il fondo rischia di restare molle. I maccheroni si cuociono per due terzi del tempo scritto sulla confezione e si raffreddano sotto l’acqua, perché finiranno la cottura in forno. Il sale si dosa con prudenza: prosciutto e Parmigiano ne portano già.

Due avvertenze di sicurezza. Pollo e fegatini devono arrivare a 74 °C al centro (serve una sonda), il ripieno va in frigorifero entro due ore e, dopo carne cruda e uova, si lavano mani, coltello e piano di lavoro. Al primo taglio esce il vapore: tenete il viso lontano. La frolla contiene tuorli crudi e non si assaggia.

Il timballo del Gattopardo non ha una ricetta originale scritta: la pagina di Lampedusa non dà dosi né tempi, e il timpano di maccheroni con guscio di frolla stampato da Cavalcanti nel 1837 è il riferimento più preciso che abbiamo. Come ci siamo arrivati lo racconto in Timballo del Gattopardo: esiste una ricetta originale?

Timballo del Gattopardo

Timballo di maccheroni in guscio di frolla, con ripieno di pollo, fegatini, prosciutto cotto, uova sode e tartufo come nella scena del romanzo. Stampo a cerniera da 18 cm, per quattro persone.
Preparazione 2 ore
Cottura 50 minuti
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

Per la frolla

  • 250 gr farina 00
  • 120 gr burro freddo o metà burro e metà strutto
  • 70 gr zucchero
  • 2 tuorli
  • 1 gr cannella in polvere
  • 1 pizzico di sale

Per il ripieno

  • 200 gr maccheroni corti
  • 100 gr petto di pollo
  • 100 gr fegatini di pollo
  • 60 gr prosciutto cotto in un pezzo
  • 2 uova
  • 1/2 cipolla
  • 30 gr burro
  • 30 gr Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 10 gr tartufo nero a lamelle facoltativo
  • pepe q.b.
  • 150 ml brodo di carne da ridurre a circa 70 ml

Per lo stampo e la finitura

  • 15 gr burro o strutto
  • 2 cucchiai pangrattato
  • 1 tuorlo con 1 cucchiaio di latte
  • zucchero a velo q.b.

Istruzioni
 

  • La frolla. Lavorate con la punta delle dita farina, burro freddo a cubetti, zucchero, cannella e sale fino a ottenere una sabbia; unite i tuorli e impastate il meno possibile, un paio di minuti. Avvolgete e lasciate un’ora in frigorifero.
  • Il ripieno. Fate appassire la cipolla tritata nel burro per cinque minuti a fuoco dolce, unite il pollo a dadini e rosolate quattro minuti, poi i fegatini in quattro pezzi per altri quattro o cinque minuti, finché non resta rosa. Aggiungete il prosciutto a listarelle, il brodo ridotto, il pepe e il tartufo; salate poco, perché prosciutto e Parmigiano salano.
  • La pasta. Cuocete i maccheroni in 3 litri d’acqua con 27 gr di sale per due terzi del tempo scritto sulla confezione, raffreddateli sotto l’acqua e scolateli bene. Mescolateli con il ripieno e il Parmigiano e metteteli in frigorifero per mezz’ora: caldi scioglierebbero il burro della frolla. Intanto bollite le uova per dieci minuti, sgusciatele e tagliatele a spicchi.
  • Lo stampo. Accendete il forno statico a 180 °C, ripiano basso, e verificate la temperatura con un termometro. Imburrate lo stampo e passatelo nel pangrattato. Stendete due terzi della frolla a 4 mm di spessore, foderate fondo e pareti lasciando sporgere un centimetro; tenete il resto per il coperchio. Se si strappa, rattoppate con le dita.
  • Il riempimento. Versate metà dei maccheroni, disponete gli spicchi d’uovo e il tartufo, coprite con il resto, pressando appena con il dorso del cucchiaio. Stendete il coperchio a 4 mm, bagnate il bordo, saldate pizzicando e aprite un camino di un centimetro al centro. Spennellate con tuorlo e latte.
  • Il forno. Cuocete 45-50 minuti, finché la crosta è ambrata e la sonda al centro segna almeno 74 °C; se scurisce troppo, coprite con alluminio. Lasciate riposare venti minuti nello stampo.
  • Il taglio. Sformate, spolverate di zucchero a velo e di un’ombra di cannella. Versate dal camino tre o quattro cucchiai di brodo ridotto caldo, come fa Cavalcanti con il sugo, e tagliate davanti ai commensali: attenzione al vapore, tenete il viso lontano.

Note

Dosi di partenza, da tarare al vostro assaggio. Stampo a cerniera da 18 cm. Prep e cottura sono stime (nella preparazione sono compresi l’ora di riposo della frolla e la mezz’ora di frigorifero del ripieno). Forno statico a 180 °C e 45-50 minuti: orientamento generale, senza fonte storica (Cavalcanti, nel 1837, non dà i minuti). Pollo e fegatini a 74 °C al centro: regola generale di sicurezza alimentare. Il ripieno segue la sola descrizione del romanzo e non la crema pasticcera di molti ricettari moderni; Cavalcanti aggiunge mozzarella, piselli e funghi, che qui non si usano. Il rapporto zucchero/farina della frolla è volutamente basso: da tarare. La frolla contiene tuorli crudi e non si assaggia. Variante da Cavalcanti: la «corteccia» di melanzane fritte al posto della frolla (partire da circa 700 gr, quantità da tarare).

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