Horcynus Orca: Fusilli piccanti di Perla Marina - Salvo Nicastro Chef

Horcynus Orca: Fusilli piccanti di Perla Marina

Tra Scilla e Cariddi, sullo Stretto di Messina, 3,3 km di mare e di ricordi.
Horcynus Orca è il mostro marino di Stefano D’Arrigo, protagonista evocato del suo famoso ed illeggibile romanzo. Chiuso ed aperto molte volte mai concluso, perché troppo irriverente verso il lettore, è un libro riservato che non vuole farsi leggere.
L’orca è la metafora di un paese distrutto dalla guerra, simbolo enigmatico del potere assoluto della natura dell’uomo. Il protagonista  un soldato di ritorno dalla guerra, cerca fino alla morte la sua identità perduta tra le macerie e le acque tumultuose di Scilla e Cariddi, i due estremi dello stretto di Messina, aforisma genealogico dei siciliani e ispirazione di vortici narrativi. L’orca è un mostruoso animale marino che pretende sacrifici umani, un pò come il potere, vorace e sadico, furbo, irridente. Le orche sono considerati predatori all’apice della catena alimentare, un pò come certi potenti. Ma le Fere, ovvero i Delfini “femminote“, si organizzano e gli spezzano la coda portandolo alla morte. E gli uomini stanno a guardare, un pò divertiti. Donne aiutateci!
W Angela Bruno W Viola Tesi W l’Italia

Stefano D’Arrigo, Horcynus Orca, collana Oscar classici moderni, Arnoldo Mondadori Editore, 1975, pp. 1258. ISBN 8804384271

Horcynus Orca: Fusilli piccanti di Perla Marina - Salvo Nicastro Chef

Fusilli piccanti di Perla Marina

Salvo Nicastro
Non  avendo a disposizione un'Orca Marina mi sono dovuto accontentare del più piccolo dei pesci il bianchetto, rosa marina, griggetto o appunto Perla Marina, il caviale del sud. Al mercato rionale ho incontrato questa specialità Calabrese chiamata Perla Marina Pepata, non ho resistito. Non potete crederci. Io mangio veramente piccante ma questa "deliziosa pepata" è straordinariamente insopportabile al palato, fuori da qualsisia sopportazione. Comunque mi sono documentato: "sono dei pesciolini appena pescati che vengono lavati con acqua dolce e stesi ed amalgamati a mano con del peperoncino piccante rosso e del pepe macinati insieme. Tartine e bruschette son la morte sua" ed  anche la vostra se non state attenti. Questo è un cibo che non vuole farsi mangiare esattamente come l'Horcynus Orca di Stefano D'Arrigo che non vuole farsi leggere, vi prometto che non ci sarà un Bis.
Preparazione 15 minuti
Cottura 10 minuti
Tempo totale 25 minuti
Portata Primo
Cucina Italiana
Porzioni 5

Ingredienti
  

  • 70/100 gr la trovate nelle bancarelle dei mercati rionali con specialità Regionali Perla Marina Pepata
  • ne basta uno spicchio Aglio
  • un cucchiaio Olio extra vergine di Oliva
  • 500 g Fusilli
  • con acqua fresca secondo esigenze Brocca

Opzione

  • al posto dei Fusilli molto meglio ma ne ero sprovvisto Spaghetti

Istruzioni
 

  • Mettete a bollire l'acqua
  • Fate soffriggere l'Aglio
  • Spegnete ed aggiungete la Perla Marina Pepata rigirate a formare una salsa morbida
  • Calate la Pasta
  • Ricordatevi di non usare sale perché la Perla Marina è molto salata
  • Scolate lasciando un pò di liquido di cottura
  • Saltate in padella insieme al soffritto di Aglio e  Perla Marina Pepata
  • Aggiungete acqua di cottura se necessario
  • Procuratevi una brocca d'acqua fresca per accompagnare questo piatto, sarà necessario
  • Non prendete appuntamenti per la serata

Note

I segreti dello chef

Non salate né l’acqua né il condimento: la Perla Marina è già molto salata. Scioglietela nell’olio con l’aglio a fuoco spento, per formare una salsa morbida, e saltate la pasta con un po’ d’acqua di cottura. Tenete a portata di mano una brocca d’acqua fresca.

Aspetti culturali

La Perla Marina Pepata è una specialità calabrese da mercato: pesciolini appena pescati (il bianchetto, detto anche rosa marina o griggetto), lavati in acqua dolce e amalgamati a mano con peperoncino rosso piccante e pepe. Spalmata su tartine e bruschette, è detta «il caviale del sud».

Storia e curiosità

Il titolo della pagina, «Horcynus Orca», è quello del romanzo di Stefano D’Arrigo (Mondadori, 1975), ambientato sullo Stretto di Messina, tra Scilla e Cariddi. Un piatto «che non vuole farsi mangiare», come il libro non vuole farsi leggere.
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