Bucatini all’amatriciana con guanciale, pomodoro e pecorino
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Bucatini all’amatriciana: ricetta senza cipolla

Questa è la ricetta che chiude il capitolo sull’amatriciana: la versione senza cipolla, aglio e pancetta, quella che il disciplinare della Specialità Tradizionale Garantita (Gazzetta Ufficiale n. 93 dell’8 aprile 2020) mette per iscritto. Se vuoi sapere che cosa c’è di documentato e che cosa di leggenda dietro pastori, frontiera e cuoco di palazzo, trovi tutto nel saggio sull’origine dell’amatriciana. Qui si sta ai fornelli.

Tre cose contano più delle altre. La prima è la proporzione: 150 g di guanciale su 400 g di pelati e un cucchiaino d’olio stanno dentro le forchette del disciplinare (guanciale dal 18 al 30 per cento, pomodoro dal 69 all’81, olio dallo 0,5 all’1; il calcolo è mio, riverificatelo con la bilancia). La seconda è la rosolatura: il disciplinare chiede di andare «fino a esaurire la schiuma», un’istruzione che nessuna bilancia sa eseguire e che si esegue con l’occhio e con l’orecchio. Il grasso smette di sfrigolare rumoroso, le listarelle diventano giallo-oro; in una padella scura la schiuma non si vede e si decide a orecchio. La terza è il pecorino, che entra a padella ormai spenta: l’ipotesi di partenza è che sotto i 70 °C non fili, e una sonda per alimenti permette di controllarla.

Dove ci si aspetta di fallire: il guanciale sottile si secca prima di aver reso grasso, o resta molle se la fiamma è troppo bassa; in una padella piccola il pomodoro si asciuga in cinque minuti e attacca prima dei dieci del disciplinare. Sono ipotesi, non risultati: si verificano cucinando. Pesate tutto e correggete le dosi al vostro assaggio. Attenzione al grasso, che schizza e scotta, e al vino, che si versa a padella fuori dal fuoco.

Bucatini all’amatriciana con guanciale, pomodoro e pecorino

Bucatini all'amatriciana

Guanciale rosolato fino a esaurire la schiuma, pelati cotti a fuoco vivo e pecorino fuori dal fuoco: la versione senza cipolla, aglio e pancetta, in proporzioni prese dal disciplinare STG.
Preparazione 15 minuti
Cottura 30 minuti
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

  • 400 gr bucatini (ad Amatrice, spaghetti)
  • 150 gr guanciale stagionato, senza cotenna
  • 400 gr pomodori pelati a pezzi, o passata
  • 1 cucchiaini olio extravergine d'oliva
  • 40 ml vino bianco secco
  • 1 pezzetto di peperoncino
  • pepe nero macinato, a piacere
  • 60-80 gr pecorino di Amatrice o Pecorino Romano DOP, grattugiato
  • 20 gr sale grosso per 4 litri d'acqua (guanciale e pecorino sono già sapidi)

Istruzioni
 

  • Preparare. Tolta la cotenna, tagliate il guanciale a listarelle di circa 5 mm di spessore e 3 cm di lunghezza, tutte uguali (misura di partenza). Spezzettate i pelati con le mani.
  • Rosolare. In una padella fredda, meglio di ferro, da 26 cm, mettete l'olio e il guanciale, fuoco basso, e mescolate. Il disciplinare chiede di andare «fino a esaurire la schiuma»: finché il grasso smette di sfrigolare rumoroso e le listarelle sono giallo-oro (stima: 8-12 minuti). Il grasso schizza: coperchio a portata di mano.
  • Il vino. Togliete la padella dal fuoco prima di versare i 40 ml di vino: l'alcol può prendere fiamma. Riportate sul fuoco per 1-2 minuti, poi con la schiumarola spostate le listarelle su un piatto, lasciando il grasso in padella.
  • Il pomodoro. Versate i pelati e il peperoncino nel grasso e portate a bollore a fuoco vivo. Da quel momento il disciplinare conta da 10 a 20 minuti, fino a un sugo cremoso: è un giudizio dell'occhio. Il pomodoro schizza: coperchio vicino.
  • Il guanciale rientra, la pasta cuoce. Rimettete le listarelle nel sugo per 5-10 minuti, a fuoco medio. Intanto cuocete i bucatini in 4 litri d'acqua con il sale grosso, scolandoli 2 minuti prima del tempo indicato; tenete una tazza d'acqua di cottura.
  • Mantecare e servire. Versate la pasta nel sugo con un mestolino d'acqua e saltate 1-2 minuti a fuoco vivo. Spegnete e aspettate 30 secondi (da tarare), poi aggiungete due terzi del pecorino, pepate; il resto va sul piatto caldo. Ipotesi: sotto i 70 °C il formaggio non fila. Si mangia subito: il sugo aspetta male.

Note

Dosi di partenza, da tarare al vostro assaggio. Prep e cottura sono stime. Le proporzioni di guanciale, pomodoro e olio (circa 27%, 72% e 0,9%, calcolo a tavolino da riverificare con la bilancia) stanno dentro le forchette del disciplinare STG (18-30%, 69-81%, 0,5-1%). I tempi del pomodoro (10-20 minuti dal bollore) e del rientro del guanciale (5-10 minuti) vengono dal disciplinare; spessore delle listarelle, minuti di rosolatura, 30 secondi di attesa e 70 °C per il pecorino sono ipotesi di partenza, non fonti. Ad Amatrice si usano gli spaghetti. Sale 5 g per litro e pasta scolata 2 minuti prima sono convenzioni di cucina da tarare. Attenzione: il grasso del guanciale schizza e scotta (coperchio a portata di mano, maniche lunghe); il vino va versato fuori dal fuoco; il guanciale crudo non si assaggia.

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